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Le perle di saggezza di Zia NoemiQuesta è Hollywood, la terra dei sogni. Alcuni si realizano altri no, ma voi continuate a sognare. July 05 Marzo, 1909.- Della serie, sei quello che sei. Cerca almeno di brillare con le tue forze, senza cercarne altre, senza voler essere diverso.
- Ma ci credi davvero in quello che dici?
- In cosa?
- Tutto. Tu lo scrivi, ed è bello pensare che lo pensi realmente. Ma ci credi davvero?
- Sogno che qualcuno me lo abbia detto in passato, e immagino di dirmelo, di farmi coraggio.
- Stai cercando di crederci, quindi..
- Pian piano, si fa tutto, si.
- ... ma quanto dura questo piano?
- Finchè questo cuore smetterà di battere nevroticamente, finchè non avrò più il fiatone, finchè posso tirare un sospiro di sollievo e dirmi: "ora sto bene". Hai presente la frase del Titanic? Ecco, forse finirà quando si potrà dire il contrario.
Quando qualcuno guarderà nelle tue tasche senza darti fastidio, riscaldandoti il cuore. Quando non ti sentirai più sull'orlo di un precipizio e qualcuno ti terrà forte, senza farti sentire in una guerra continua... Lasciandoti addirittura beffeggiare quelli che, goffamente e stupidamente, escono corazzati per combattere, ancora una volta, il mondo.
Eterna lotta contro gli altri, erigersi. E far vedere quanto siamo belli. Lottare, per farlo notare.
... che bello sarebbe esplodere di colpo, in un fascio di luce accecante.
Energia ... Pura e intoccabile energia.
... io penso alla luce.
- Io alla gente che guarda l'esplosione.
- ... forse perchè è la tua ragione di vita. Io penso all'energia che esce da me, come un urlo, ma all'ennesima potenza. Continuo, fortissimo. Come un onda che ti spinge addosso a qualcuno. Incontrollabile. Come quando cadi dalla moto, rotoli irrefrenabilmente.
- E serve anche se gli altri ti vedono buio?
- ...forse si, chi lo sa?
Il tuo problema sono gli altri principalmente?
... allora scoppiare in una luce ti riscatterebbe.
- Decisamente, si.
[L.]
Luglio, 2009.
[?]
July 04 Eveline in nero.Pronta a giocare dietro una telecamera? Ed è con immenso piancere che la informiamo di essere stata ingaggiata, per una puccia Poldo e una pacca sulle chiappe!
Sarà, niente popò di meno che, la protagoniosta taciturna e remissiva!
Dovrai solo
cucinare lavare vestire e servire il tuo scontroso padre alcolizzato con fratelli anessi porgere le guance per lividi al rum studiare servire gelati con aria malinconica e fotterti allegramente Franck il marinaio in una barracca che t'oh! sta per partire e allora non sprecare l'attimo e credere di poter essere felice altrove. L'ha promesso, il marinaio.
Dopo di che, svuota gli occhi della merda che hai visto e che hai fatto in acqua e guarda il mare con lo sguardo più vuoto che hai.
Il tutto con naturalezza, mentre noi filmiamo. E che non ti scappi da ridere!
Sarai perfetta.
Alla fine, possiamo usare l'effetto dissolvenza. Quello si, che sarebbe figo.
June 27 In una notte di sole.Lasciare qualcosa di carissimo, ed andarsene, in un lontano Autunno.
Apirire le finestre e scoprire che è già Estate.
Poggio la mano su questo muro bianco, ed è come accarezzare un ricordo
quello, fu l'anno in cui andai. Delle volte non ricordo bene dove, ma andai. E cavalcai le alte onde, e incontrai cento anime e mille volte mi salvarono la vita. Ed arrivai, non so bene dove, ma arrivai. Non so dire se stessi cercando qualcosa, o se fossi inseguita: ricordo che erano tempi difficili, ma io ero, in quella stazione d'arrivo, per qualche strana ragione, felice.
Saluto queste quattro mura che mi hanno vista ridere cantare con sconosciute sirene, ballare ,saltare, correre , volare, e mi hanno vista piangere e urlare ed è sempre troppo poco.
Il nido che culla il mio sonno.
Respiro vaniglia e no, non si può proprio fotografare un odore. Vuol dire che lo ricorderemo più bello di ciò che è stato.
Non torno, vado.
[La vita si ascolta, così come si ascolta il mare. Le onde montano, crescono, cambiano le cose. Poi tutto torna come prima, ma non è più la stessa cosa. ]
June 16 Perchè forse si, diventerò come la Professoressa Pazza.Il pretendere non ha limiti
si può pretendere amore, fedeltà, dipendenza, ossequio, fiducia, servilismo, acriticità, ammirazione, entusiasmo!, appartenenza, obbedenza, sacrificio, mortificazione, dedizione, annullamento, accettazione passiva.
Chi pretende non sa cosa vuole.
La pretesa non concerne mai dimensioni puntuali e definite. Pretendere è un modo di stabilire relazioni, senza confini e definizioni precise.
Si pretende tutto e nulla.
Si pretende d'essere amati, ma allo stesso tempo anche d'essere temuti,
si pretende fedeltà, ma allo stesso tempo di uscire dai canoni dalla pura e semplice passività fedele.
Si pretende d'esserticipati nei proprio desideri, d'essere capiti senza dire o comunicare nulla, d'essere accuditi e prevenuti nei propri bisogni.
Chi pretende non deve essere costretto a manifestare i contenuti della propria pretesa.
Chi pretende avrà sempre l'aria triste, di chi non vedrà compiutamente accolte le proprie pretese. Di fatto, la risposta alle pretese
non basta mai.
Ci vorrebbe sempre molto di più di più di più di più.
Certo, se si dichiara la propria preferenza, per qualsiasi cosa!, cesserebbe la dinamica della pretesa. Pretesa che, non è funzionale alle cose esplicitamente dichiarate, quanto rivolta all'altro ed al suo compito di indovinare
prevedere
adoperarsi
per la comodità, mai raggiungibile, di chi pretende.
La risposta di pretesa, quindi, si pone come l'unica, vera manifestazione di lesa maestà.
La più grave minaccia di chi pretende, sarebbe il vedere accolte e soddisfatte le proprie pretese.
Avrebbe finito con la sua dimensione emozionale di pretesa, sarebbe uno smacco.
[Analisi della Domanda.]
May 26 In Maggio è nato un fiore.E adesso che storie mi canterai nelle calde sere d'estate?
Ti parlerò del sole antico di questa città. Ti parlerò dei suoi profumi e del suo rumore, che stordisce, che confonde, che dà il tempo, che amo. Ti parlerò delle scarpe che corrono nelle metropolitane, delle dita straniere che scattano, del vento tre le mie tende verdi.
Un vento per chiudere gli occhi e dormire, il mio sonno meritato.
Ti racconterò di una città che cura, della vita che ci scorre veloce accanto e di quella che corre su di un tram e di quella che inciampa in dei gradini , come puoi sentirti distante da questa meraviglia? Ti viene quasi di saltare in aria in un volo e boom, esplodere in uno spettacolo di luci bianche,
la mia meritata esplosione. Voi, incantatevi.
Lo vedi il sole sorgere, lì fuori?
Lo senti il sole sorgere, lì dentro?
E miracolosamente non ho smesso di sognare,
miracolosamente non riesco a non sperare
che se c'è un segreto
è fare tutto come se
vedessi solo il sole.
Questa città mi ha salvata
e adesso
sono pronta per tornare a casa.
[Foto di Leandro Mancino. XD] May 23 Quarantasei da TerminiGoodbye my lover, goodbye my friend.
A Print Wheel, sono salita su di una nuvola, ed ho visto la città.
E così in alto, potevamo non appartenergli. E così in alto, potevamo sparire.
Dissi in silenzio, non sembra più lo stesso mondo visto da questa angolazione. E ad ogni colpo di pennello, svuotati l'anima, pregando affinchè un giorno torni con quel quadro bianco mare. Pregando affinchè riusciremo a perdonarci, quando scopriremo che non è più possibile.
Per ogni lettera d'amore scritta
una ne viene bruciata
E per ogni città in fiamme
una ne viene costruita
Ma siamo in salvo per oggi, voliamo su una nuvola
tu dipingi, amore mio.
May 10 Il destino ha la sua puntualità.Ti do questa notizia in conclusione.
[...]
Decido che non ti avrei mai perduta, mai perduta
perchè ti volevo troppo.
Mancano i colpi al cuore
quel poco tanto di dolore
Quell'attitudine che di chi ricorda tutto,
ma se guardo, lo vedo.
Il mondo va veloce, e tu stai indietro.
Se cerchi, mi vedi
il bene più prezioso sfugge all'uomo che non guarda avanti,mai.
Il mondo va veloce, e tu.
![]() Chi io?
Ho il nastro tra le mani...
Shh, non dirlo.
May 07 Le due città.Come fai a dimenticarle certe cose? Come fai?
A dimenticare la risata di Albert. I pungi stretti di Frédérick. L'incanto di Sophie. Le braccia calde di Damien. Gli occhi verdi di Marie. Lo sguardo fiero di Jean. Gli occhi verdi di Marie. Non si possono dimenticare, quegli occhi verdi. Ti rimane tutto lì, sulla pelle, sotto il marcio, sulle gambe, sulle braccia, sul petto, tutto lì. Magari non sai neanche come ti ci è finito addosso.
Come l'incanto di Sophie, che morse la mela rossa e aprì gli occhi, e al suo posto cento principesse, o forse puttane, sparse per l'universo s'accasciarono , ognuna sul letto del proprio palazzo reale, o forse di uno squallido bordello. Come Sophie, che affidò loro i suoi sogni e morse le vite, tutte e cento, da una mela rossa. E le rimase l'incanto sul volto, e non c'era modo di levarselo , nè con l'acqua nè col fuoco, lui era lì e si vedeva, e chi la guardava non poteva far altro che pensare che fosse una stupida. O che gli sfuggisse qualcosa. E come glielo vai a spiegare che..
Gli occhi verdi di Marie. Quelli si che sanno spiegare, quelli si che sanno parlare. E urlare e sussurrare, potrebbero anche uccidere, gli occhi di Marie. Potrebbero anche salvarti, gli occhi di Marie. Chissà se anche la piccola Georgette avrà gli stessi occhi, io non ne ho più visti, di così. Ci ho lasciato una bambina arrabbiata, lì dentro, che a fare attenzione la si può guardare, lì in fondo, che urla e ride e sbatte i piedi a terra e ride e trema e ride e ride, quanto ride lì in fondo, negli occhi di Marie si può fare tutto, persino ridere. E lei mi ha spalmato quel verde ovunque, addosso, ovunque, che non te lo puoi dimenticare, che non si può lavare via, nè con l'acqua nè col fuoco, è sulla pelle insieme a tutto il resto.
Le braccia calde.
Puoi solo provare a strappartela via, quella carne viva.
[...]
C'era un'immensa pianura a Print Wheel. Era un'immensa pianura Print Whell. In realtà era poco chiaro chi avesse rubato cosa a chi. Se la pianura avesse abbracciato l'intera città coi suoi prati bianchi, o la città glieli avesse presi via con furioso egoismo. Ma in qualsiasi modo fosse andata quella strana storia, quando arrivavi a Print Wheel, ti investiva come un'onda gigantesca, quell'immensa pianura di fiori bianchi. Nessuno seppe mai con precisione di che si trattasse. Le Margherite di Print Wheel, dicevano alcuni, ed odoravano di Primavera. In quella pianura, in fondo, era quasi sempre Primavera. E quel quasi la rendeva reale come tutte le altre. Sono certa che un giorno all'anno, solo uno in un anno, ma un giorno all'anno a Print Wheel nevicava, ed anche l'erba diventava bianca, ed anche i tetti rossi diventavano bianchi, ed anche il forno del signor Blanc diventava bianco, e quello era l'inverno. Ed un altro giorno, due al massimo, non di più, cadevano foglie scure ed il vento soffiava più forte per spazzarle via, e quello era l'Autunno. Qualcuno ogni tanto parla anche di insolite giornate estive, ma di quelle, non posso mentire, non ne ho la certezza.
E se dovessi spiegare come ci arrivavo, non saprei farlo, ma succedeva. Magari ero lì, davanti a quel grande ipermercato, altro che il forno del signor Blanc, ero lì in quella metropoli ed aspettavo il tram. Magari arrivava ed io ci salivo, diretta alla mia vita e tutte le altre cose che ci toccano fare, e poi, eccole lì. Le margherite di Print Wheel.
E rotaie non ce n'erano. E neanche binari. Ed i treni non ci passavano di lì, o perlomeno, non ci si fermavano. E non partivano i treni, di lì.
Riesci ad immaginare qualcosa di più caldo?
Corri all'amore
corri all'amore
e se non lo capisci
te lo spiego io, in un bicchiere di zucchero e limone.
Corri alla vita
corri alla vita
dove l'uomo obbedisce al tempo
e piange delusione
E se invece lo capisci
me lo spieghi, in un bicchiere di zucchero e veleno.
Corro a Print Wheel
Print Wheel
dove il tempo obbedisce all'uomo
e profuma di Primavera.
May 05 E brindisi sia. E sembrava così lontano, da poterci sognare su.
E sembrava così distante, da non poterci prendere mai.
E invece.
Se solo avessi saputo, sarei affogata in quel bicchiere.
Perchè forse, soffocate in del vino rosso, le nostre memorie si sarebbero conservate come di vite gloriose.
May 03 E' tempo di prendere quella vecchia bottiglia da stappare.Non so come spiegare.
Spiegare davvero, senza giochi di ruolo e di parole. Spiegare, senza dire che è stato come precipitare, ma su di un prato verde, senza parlare dello schianto in un urlo soffocato, ma tra le braccia di sorrisi conosciuti. Che tirano su, verso il cielo.
Potrei spiegare i pensieri della notte, ed in parte l'ho fatto, tra una bugia ed una verità. E dovete perdonarmi, se non abbandono le mie armi, ma potrei morirne. So che mi sopravvalutate, e mi piace credervi.
Vieni qui.
Un pazzo un giorno mi ha detto, tu non sei una donna. Era solo un pazzo, era solo un giorno.
Guardami.
Spiegare che urlare nella folla, fare finta di sapere le parole giuste, è stato divertente. Spiegare che tacere nella folla, ed ascoltare, è stato disarmante. Meglio urlarci su.
Sto divagando, non volevo parlare di altro. Volevo parlare di me, ma.
Cos'è cambiato? Ve l'ho chiesto per non chiedermelo, ma l'indifferenza non può essere una risposta. Il vivi e lascia vivere, ci salva forse, ma in posti così lontani da non poter parlare della stessa vita.
Ma accetto la risposta, perchè ho paura di non trovare la mia.
So quanto è passato, e che non è stato perso. Adesso, senza più ultimatum, so che è stato utile. Come distruggere la città e ricosciuirla, senza fretta.
Senza giochi di parole, costante utopia.
Un pazzo un giorno mi ha detto, tu non sei una donna, sei un gioiello.
Falla girare, falla girare, falla girare. Aspira la vita di questo mondo.
Io, ci sono al centro.
April 29 Sotto, c'è il mare.Precipito
![]() guarda a che velocità sto cadendo
precipido, rapido, sempre più rapido
verso il fondo, precipito
guarda come brillo mentre scendo
precipito
incandescente come una stella, risplendo
precipito giù, come un fulmine a ciel sereno
e se sereno non sarà, tanto meglio.
Che è più spettacolare e coreografica, se ti schianti, la furia degli elementi
giù, vertiginosamente giù
senza dimenticare di girarti verso le telecamere
fare cheese ai fotografi e poi più giù a pugni chiusi
che all'impatto i sismografi non resteranno delusi
precipito, guarda come sono telegenico mentre mi schianto!
ammira la mia aereodinamica
sono il vento, giù come icaro
giù, come una meteora
lo so che sto per farmi male
ma vedi come sono magnifico...
guarda come brillo mentre scendo
come una supernova rispendo
cado dal cielo, senza futuro
e questa volta per davvero!
Precipito ma
ammira il mio stile mentre scendo
guarda che precisione la mia rotta di collisione con il mondo.
April 27 Guardami negli occhi, come fosse una vita fa.Ma so che so camminare dritto sull'acqua.
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
il mio modo di morire sano a salvo.
Lottarono fino all'ultimo respiro.
Si presero a pugni, si urlarono contro, si strapparono i capelli, usarono persino le armi nascoste nella manica, in guerra tutto è lecito.
Lottarono con il corpo, fin quando ne restò che carne livida. Lottarono con l'anima, fin quando non ne rimasero che brandelli di sospiri.
Lottarono con il cuore, e non ne restò più nulla.
Stretti, a strapparsi via la vita e restituirsela in una lotta così simile ad un abbraccio, che potrebbe ingannare chiunque.
Aprile e la bambina.
Odiavano terribilmente il modo in cui si amavano in tempi diversi. Perchè si amavano, quel suo modo di scorrere lentamente, ma in tempi diversi, quella sua risata beffarda, e allora non rimaneva altro che odiarsi, per ciò che non sei più, odiarsi e ferirsi, per ciò che non sei mai stato, urlarselo tra i graffi, per quello che sei diventato, tra i graffi, per quello che sei diventata.
Lottarono, odiandosi, per aver ucciso ciò che più amavano, intolleranti alla vista dei meri sostituti. Solo uno dei due può sopravvivere.
Zitti a guardarsi e a chiedersi chi seppellirà l'altro. Zitti, che questo silenzio potrebbe continuare per sempre, in un'eterna punizione.
Lottarono,e poi, come tutti gli amanti, s'accasciarono senza forze.
Tregua?
Amore, ormai vicino all'ultimo tramonto, risparmiami.
April 22 seituseituseituseituseitu, il regalo mio più grande.Mai nessun giorno, e nessuna notte, fu più reale ed autentica.
Per una sciarpa sugli occhi, per una camminata lunga un anno, per l'odore dei prati e della pioggia, per quella discreta luce monumentale che mi ridona la vista,
per una sciarpa intorno alla gola, per una coperta così calda, per una torta alla frutta che è più sana, per la fragola che non ce la si fa ad aspettare, per una candelina, una sola...
per una sciarpa sulla testa che prende pioggia, per un accendino e ancora un minuto, per una candelina accesa, una sola, accesa.
per una sciarpa nel vento, per una candela nuovamente spenta, per un desiderio nell'aria, un'aria che sa di niente, niente di più assolutamente leggero.
Per una sciarpa nella borsa e per la pioggia che rimischia le carte, per le battute di un tassista onesto, per le parole, tante tante troppe tante parole, parole puntuali come lo scoccare della mezzanotte, parole concise eppure così oneste, parole assonnate come la sveglia all'ora improbabile,parole ricercate come una filastrocca, parole che tentano di arrivare al cuore, parole per coprire silenzi, parole suonate con una chitarra l o n t a n a eppure vicine più dei tasti che sto premendo con le dita, parole per consolare il lutto di un età che va via. Un lutto color arcobaleno.
Parole urlate nelle orecchie, vive, vere, niente inganni, niente illusioni, parole vere come due corpi che si abbracciano sotto la pioggia.
Per un coro nella pausa, per tutta la gente intorno, per i regali inaspettati, come caramelle che addolciscono il tutto, ma preziosi nella loro inattesa, come pietre dal colore di viole.
Per un sole che lotta contro i giorni bui, ma con quel tocco in più. Due soli etnici in una stanzetta improvisamente...
rossa.
Di papaveri, e non scherzo. Di papaveri, rossi verdi neri, che fantastica associazione. Di papaveri sul letto e sul cuscino, anzi, è proprio il mio cuscino ad essere un campo di papaveri.
Per avermi sorpreso, nuovamente, e come mai prima. Per le cose fatte, per le cose dette.
Per chi mi è vicino,
per questo amore che riesco a sentire, e toccare
per tutto questo, non posso fare altro che ringraziarvi con tutto il cuore che mi è rimasto.
April 19 Parole salate di amarezza.
*scritto ritrovato in una bottiglia di vetro sulla riva della spiaggia di Saint Heaven*
Un viaggio ha senso solo senza ritorno, se non in volo.
Amore mio
ricordi quando cantavamo sotto il sole di Maggio, lungo quelle strade così tremendamente interminabili, ma precise come poche. Ci riportavano a casa come neanche un padre avrebbe saputo fare. A casa. E cantavamo, con borse pesanti sulle spalle, ricordi? Lo faccio io , per il mondo intero.
C'erano troppe canzoni su quelle strade, troppe braccia intorno al collo, troppe parole nelle orecche per sentirsi soli. Amore mio, ricordi come sembrava reale quel mondo di illusioni?
E qui intanto il tempo ha ripreso a scorrere lentamente. E poi velocemente, e di nuovo lentamente, in una confusa altalenanza. Davvero una strana faccenda. Ma, come ti dissi tempo fa, scorre, e questo è l'importante.
Ed io sento la stesse canzoni, più dense di ricordi di allora, e fuori piove, le navi nuotano al largo e le strade sicure sono lontane.
Non ci sono più neanche le braccia che ci stringono amore mio, non le stesse almeno, e non ci sono le voci e non ci sei tu, almeno quanto vorrei. Perchè scrivere a volte non basta.
Questo sì, che è reale.
Eppure stasera, in questo luogo sperduto del mondo, sento di non aver perso niente. Solo un girotondo di anime che si sta trasformando in una lunga catena. Riusciremo a ricordarne anche i primi anelli? Speriamo di no, amore mio, chi si volta è perso.
E stasera, in questo luogo sperduto dell'anima, mi sento così tremendamente...
[...]
*il restante inchiostro sulla carta, sembra essere stato cancellato dall'acqua*
April 17 Vi regalo un intima parte di me.Ombrelli sulla testa gente,
piove vomito dal cielo! E se non si fosse capito, quel vomito è il mio. E allora sai che c'è?
Aprile, muori te.
April 14 So solo che ti dirò, vale la pena, vedrai.Fammi vedere la mia tomba
nascosta in un colle d'edera
fammi vedere la mia nave
sul fondo del più oscuro mare
fammi vedere la cella
dove senza speranza canto
ma non farmi vedere il treno
che ti porterà via, baby.
i pirati iniziarono a piangere con tanta convinzione che il blues fu coperto dai singhiozzi. Le lacrime invasero il ponte e due mozzi dovettero svuotarle in mare a secchiate.
Dammi un soldino, Rospo Brown
dammi un soldino
per la benzina del mio motorino
un soldino per comprarmi compagnia
perchè sono solo, stasera
lontano da casa
ogni posto è la tua casa.
[Elianto.]
Ti racconterò di giorni piovosi e allegre malinconie, in quel domani che ci accompagnerà per sempre. E lo ricorderemo forse più bello di ciò che è stato, rimpiangendo ogni attimo di questi giorni in cui siamo più giovani. Sembravamo forse così reali da poter compiere gli anni?
Ma continueremo ad ignorarli, fin quando il rumore delle nostre vite non smetterà di assordarci, e colorerai il grigio lì fuori dei tuoi sorrisi.
Possiamo davvero vederlo con gli stessi occhi? Possiamo sentirlo con le stesse musiche?
Questa notte è ancora nostra.
April 12 Per me, che i fiori li voglio solo sulla tomba.Notturno.
quanti giorni ancora?
spargete fiori neri sui capelli
labbra dolci di vaniglia
chiudete la finestra, potrebbe uscirne l'ultimo raggio di polvere.
è un'orchestra, o un disco lontano?
pallida di luna
vieni,
vieni anche tu a giocare con noi
vi offriamo l'illusione
di occhi dolci e braccia calde.
Allontana con un sospiro le memorie di una puttana triste.
Maestoso.
Stiamo morendo di pensieri, ecco l'ho detto. Eppure così gloriose queste solitudini che si fumano sogni di un futuro nel bel mezzo della vita.
Immergere le mani nel fango non è l'unico modo, possiamo ancora salvarci, magari partire via e ricominciare sotto falso nome, o con quello che in uno stesso Aprile di un diverso anno un mattino scelse per noi.
Sembra poesia, storditi di parole piene come quel faro nel cielo che, giorno dopo giorno, scompare in un blunotte. Eppure è sempre lì.
Quanta bellezza che non vedranno mai.
Poteva trascinarci ovunque, tra le braccia di un amore o ai piedi del mondo, eppure ha scelto una fredda panchina sul mare. E ci ostiniamo a chiamarlo beffardo.
Sembra un eterno incantesimo.
E lo guardo e la guardo e mi guardo e penso a quanto amore e follia e rabbia ed egoismo ci voglia a mettere al mondo qualcosa di antico come il mondo e giovane, come il primo sospiro di un bambino.
E' un'orchestra.
E' il mondo che ci salverà, conosci cura migliore?
Quella notte, che vide occhi asciutti, rimarrà nelle nostre memorie come infinitamente buia.
Ma il bello dell'alba, è che c'è tutti i giorni.
Ed i fiori scesero sul petto, ed udirono nuovamente un tremore.
April 09 La città dei fantasmi.La videro correre lungo la strada. Scalciare contro muri, sbattere le ali, rotolarsi nel fango, mentre questo mondo stanco scompariva.
Videro il grattacielo che non si vedeva, il cielo che guardava altrove, il giorno stanco andar via.
Andar via, un pezzo per volta,
un pezzo per volta
andar via
in un giorno stanco
che quasi non si vede.
Sembra un mondo parallelo, sembra un'immagine, quasi ce la portiamo dentro, quasi non esiste.
La tana dei giochi, o dei mostri.
forse è un bene,
forse, quando la nebbia ci mangerà anche questo, ci sentiremo persi
sentirono bisbigliare, nella Citta dei Fantasmi.
Ed ora cosa sentite, ancora?
Sparirono i grattacieli, sparirono gli ultimi pezzi, sparirono le margherite...
Ha forse cuore, una margherita?
La videro tuffarsi tra i fantasmi
poi aprire gli occhi
ed era ancora lì.
Mi avete mentito ancora.
![]() April 06 La videro con i suoi anni tra le mani, ed un paio di occhiali fantastici.Il vento smise di sospirare, le onde di fuggire altrove, il tempo di ticchettare, l'anima di stridere.
Due tramonti in una notte. Senza tempo, eppure densa come mai.
T'aspetti che urli le cose più semplici - ricordate? - le cose più semplici. Ed invece tace in una quiete mai vista.
Il faro illumina, il cielo suona.
Si aprono i pugni in un'acqua che cura, è un attimo o una vita?
Forse è qui.
Partire e ritornare, ritornare in quegli occhi ed in quei volti ed in quei sorrisi, che puoi girare il mondo ed innamorarti di mille altri, ma solo quelli, solo quelli sono i tuoi.
Come se non ti avessi mai lasciato, come se ti avessi visto per la prima volta, te ne accorgi in un attimo, e in una vita.
Il mare tace, la vita scorre.
Forse è qui Santiago.
April 03 Nata nel mese di Aprile.Tornerò vestita d'argento e fiori bianchi
con valigie più leggere
e nuovi profumi addosso.
- ...quando tornerai, non resterò lì ad annusare il tuo profumo cambiato. -
Tornerò, cullata da note sconosciute
alla scoperta degli ultimi minuti
ed amerò profondamente anche quelli.
Tornerò, nel mese che mi vide sorridere
ed il tempo, che mi ridiede ossigeno, sarà mio amico.
Tornerò e ci sarà il mare ad aspettarmi
e il suo richiamo - grido nell'anima - si placherà in uno sguardo
e potrò piangere di gioia su quell'acqua salata che s'allontana.
Tornerò
e sarà anche un pò partenza.
![]() March 30 Io oggi non esisto. Grazie. [...a Dio.]Il Signor Green è in cura perchè non riesce a trovare una fidanzata.
Il Signor Green è in cura perchè non arriva mai in orario a lavoro.
Il Signor Green è in cura perchè litiga continuamente con la sorella.
Il Signor Green è in cura per guarire.
Ma da cosa? E soprattutto, perchè?
Perchè dovrebbe trovare una fidanzata? Perchè dovrebbe non litigare con la sorella? Perchè, paradossalmente, non dovrebbe arrivare tardi al lavoro?
Chi l'ha deciso cosa è desiderabile e cosa no? Cosa va bene e cosa no, va curato!
Ma si può sapere chi - no vi prego ditemelo - chi ha detto che dobbiamo essere felici? Quest'assurda imposizione mi ha devastato la vita.
Vogliamo analizzare nel dettaglio?
Mettiamo a capo della lista le circostanze, gli eventi, la Vita, che ne fanno di scherzetti, e aggiungici lo stereotipo così estremamente occidentale della ricerca della felicità, ovunque, e comunque. Metti in piazza tutte le tue armi per raggiungere quel ripetuto finale da favola, felici e contenti.
Ma per chi? Ma perchè?
Liberatevi da questi schemi, e sarete liberi dalla doppia frustrazione dell'infelicità per un infelicità. Eliminate l'aspettativa verso voi stessi.
Scompare la tensione, e ci si gode quest'infelicità senza colpe.
March 29 L'odore di zolfo.Come una pellegrina. Una pellegrina su di una strada insolitamente troppo corta, stanotte.
E se bastasse davvero un lungo cammino? Così che passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, ci si riesca a lavare l'anima dal fumo che non abbiamo tossito via, così che giorno dopo giorno ci si allontani dal mondo ,e ci si avvicini al cuore di questo dannato come mai prima. Un lungo cammino, come la vita. Di incontri e fallimenti e solidarietà e vittorie e Santiago - sussurralo appena - Santiago - come se potesse esploderti tra le labbra- Santiago - come il più grande segreto - Santiago - la cura - Santiago - l'antidoto- Santiago - la salvezza.
Come una pellegrina, in una strada troppo corta, rallento, ma riesco già a vederne la fine.
Se solo fossi nuda
come ti chiami?
se solo fossi nuda, come la giovane ragazza del night
come ti chiami?
nuda, ma con una parrucca bruna talmente graziosa
parlami
come la giovane ragazza del night, nuda, eppure così coperta di comode apparenze
parlami
lo sto facendo.
Ed esplodere - nuda, vestita, viva, morta - in un'esplosione devastante di luci ed occhi sgranati.
Quello che ne rimane è questa ragazza, dalle labbra rosse, ed un fiore nero tra i capelli.
.ma stanotte, qui, scoppia solo il cielo.
ed è di nuovo giorno, bambina.
Figlia, perchè balli da sola sulla pista deserta di questa notte mancata, in mezzo a uomini già spariti e sospiri immaginari?
Che tempo conta il tuo cuore malato di lentezza e presunzione, per arrivare sempre all'ora inutile?
Non aspetteranno ancora il tuo splendore, e la mia fierezza morirà di stenti.
Sia clemente il castigo per tanto sprego.
E accorto l'angelo che veglia sulle nostre solitudini.
March 20 Il simpatico gioco dei sinonimi e delle ripetizioni.Mi hai decisamente annoiata.
Infastidita, seccata, scocciata, irritata, asfissiata, stancata.
Sono chiara? Chiara e annoiata.
Questi occhiali gialli - piacevole truffa - non s'intonano in quest'oggi di beffa.
La beffa, il dileggio,
perdere l'ombrello quando torna la pioggia
lo scherno, la burla.
Il nuovo nel vecchio, il vecchio nel nuovo.
Troppo fuori per non detestarti
troppo dentro per non esserne seccata
ed annoiata
nuovamente
ripetutamente
decisamente annoiata.
Appallottolandolo tra le mani, lancio dietro il Mondo, in un prato così semplicemente verde.
March 12 Timidamente ubriaca di noia e sakè.Essere è davvero una fregatura.
Non essere in quanto essenza pura o spirito, piuttosto qualcosa di più additabile e sporco, come una persona. Fatta di nome e cognome, fatta di carne che un giorno comincia e un giorno finisce - come le gallerie. Essere come un nome e cognome che un giorno apre gli occhi o ruba un filo d'aria - non si sa quando, non si sa come - ma comincia. E se finisse tutto qui, se finisse nel cominciare, forse saremmo salvi. Tra il finire ed il cominciare, però, c'è di mezzo il diventare.
Quella lunga fila di attributi in cui ti rivedi, in cui ti rivedono, in una variabile coincidenza, ed è qui la fregatura.
Perchè una volta che sei, non puoi più sfuggire da te stesso, o almeno senza sollevare quello stupore fratello gemello dello sdegno. Pietre alle mani per il traditore che non ci entra in quel qualcosa e corre verso il tutto, sconcerto nel petto per il traditore che non riesce a scegliere o perlomeno accontentarsi di quel nome e cognome e della lunga fila di parole che si è ritrovato, che si è guadagnato, e sentendo il peso di tutto il resto sulle spalle, diventa niente.
Quanto vorrei zittirmi - il silenzio di un attimo o di una vita - e non sentire l'accusa della trasformazione. Tradire me stessa con me stessa.
Come se la felicità si misurasse dal numero dei sorrisi.
Non abbiamo forse tutti il diritto di piangere in una risata?
Mai viste tante parole tutte insieme, questo familiare mondo arancione. Tranquilli, son solo chiacchiere di poco conto, si saltano le righe a leggerle, direbbero alcuni. Ma ogni tanto bisogna farlo, svuotare e mettere in ordine, come quello strano tipo che lavava i piatti per mettere apposto un pezzo di mondo.
Un giorno comicia ed un giorno finisce - come le gallerie.
E visto che proprio non ci si vede niente, tanto vale farsele ad occhi chiusi, immaginando campi di fiori rossi.
In una pioggia d'estate
calda e frizzante
mi specchio in una
margherita.
Sapresti forse
distinguere
le due?
March 06 C'è chi se li dimentica nei sogni!Gesti meccanici. Sveglia presto-vestaglia-latte sul fornello, farciti di familiari sensazioni, occhi che si chiudono, il brivido del pigiama che va via . Meccanici, come il cambio di marce dopo aver guidato per una vita. Familiari, come quell'abitudine che c'è da sempre, da prima di te, l'abitudine che potrebbe durare per sempre, potrebbe.
Correre sull'autobus che gelosamente ha conservato il tuo posto, salire scale infinite, due gradini per volta semmai, che sembrano meno, augurare il buongiorno ad una stanza vuota, accendere un anziano termosifone ed abbandonarcisi. In un dolce e solitario tepore mattutino. E sentirli più dentro, che fuori, in un rassicurante copione delle piccole cose.
Magari è davvero banale, quasi insignificante, ma ti accompagna da una vita, o almeno da quando riesci a ricordare. Come il crampo di fame delle 12.30 ma resisti che sta per suonare, e poi una tarda mattina, magari proprio all'ora X, strabuzzi gli occhi e ti chiedi dove diamine sia finito quel crampo. E realizzi, cosa più inquientante, che è andato via, ma da mesi ormai. Come hai fatto a dimenticare di dimenticare?
E ti manca il familiare che non riesci a ricordare. Concetto contorto, lo so.
Dove vanno a finire i ricordi dimenticati?
Decisamente perturbante, quest'inquietudine che risale a quanto ci è noto da tempo. L'elemento rimosso che ci è familiare, da sempre.
Mi chiedo se potessi riaverne un pezzo, piccolo davvero, non crediate chissà che, se lo sbranerei in un'ingorda fame di discese, o ne assaporerei lentamente ogni parte, di quel pezzo davvero piccolo, non crediate, apprezzandone la banalità e l'insignificanza.
Mi chiedo, se potessi, se lo farei.
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